Il Giovane Karl Marx [TOP]
Apre il ciclo di proiezioni Bombshell. The Hedy Lamarr story, cui seguiranno sabato 24 marzo Il giovane Karl Marx e sabato 14 aprile Boom for real. The late teenage years of Jean-Michel Basquiat.
Il giovane Karl Marx
All'Araldo evento speciale su due sere: Mercoledì 23 e Giovedì 24 maggio alle 21:15: IL GIOVANE KARL MARX. Serate organizzate in collaborazione con i nostri cineforum: Nord e EffettoNotte. Un personaggio affascinante e controverso, in un film che ne illumina il pensiero, l'ardore, la passione politica. Siamo negli anni Quaranta del XIX Secolo. Il giovane Marx (August Diehl) e l'amico Friedrich Engels (Stefan Konarske) danno vita a un movimento capace di emancipare, anche oltre i confini europei, i lavoratori oppressi di tutto il mondo. Sono anni di fermento: in Germania viene fortemente repressa un'opposizione intellettuale molto attiva, in Francia gli operai del Faubourg Saint-Antoine si sono messi in marcia. Anche in Inghilterra il popolo è sceso in strada. A 26 anni Karl Marx porta la sua donna sulla strada dell'esilio. A Parigi incontra Friedrich Engels, figlio di un grande industriale, che ha studiato le condizioni di lavoro del proletariato inglese. Questi due giovani dalla diversa estrazione sociale, ma entrambi brillanti, appassionati, provocatori e divertenti riusciranno a creare un movimento rivoluzionario unitario. Nell'anno del bicentenario della nascita del filosofo tedesco, Raoul Peck ne racconta la giovinezza, il ruolo rivoluzionario che ebbe nel dibattito politico dell'epoca. Ma non per farne un santino, o per mostrarne il lato scapigliato, e nemmeno per rimettere la filosofia marxiana e la politica marxista al centro del discorso: lo fa per far riecheggiare un messaggio che, oggi, gli e ci appare fondamentale, e che era fondamentale per il giovane Marx. La necessità di tornare a una politica che si appoggi su concrete basi teoriche, che sappia leggere la realtà e strutturarla, per offrire prospettive e fare da trampolino all'azione, che altrimenti è solo riflesso inutile. Apparso di sbieco solo in un paio di sceneggiati tv, Karl Marx entra qui in scena, per la prima volta da protagonista, nel film di Raoul Peck, con il volto e il corpo di August Diehl. Un interprete in parte, a volte troppo compiaciuto, che tuttavia serve a perfezione l'obiettivo: rappresentare Marx come uomo prima che come filosofo, come artista prima che come teorico, raccontarlo arrabbiato, innamorato, umiliato, ubriaco, come fosse una persona normale.
La crisi della sinistra sembra non conoscere confini e arriva a contagiare anche la rappresentazione dei padri nobili. Così un'opera sulla carta estremamente interessante come Il giovane Karl Marx, biopic incentrato sullo sviluppo del pensiero di Marx mentre lotta per sostenere una famiglia numerosa, si trasforma in un feuilleton dal sapore intellettuale. Ma stavolta molti degli elementi che avrebbero intrigato gli appassionati di biografie storico-politiche vengono messi in secondo piano lasciando spazio a una pellicola statica e a tratti verbosa.
Eppure le frecce all'arco del regista Raoul Peck non mancano, a cominciare da un cast dedicato. A interpretare il giovane Marx è il tedesco August Diehl, che possiede la giusta fisicità e una naturale intensità per restituire sullo schermo la gravità delle elucubrazioni filosofiche e la passione viscerale del suo personaggio. Al suo fianco Stefan Konarske interpreta il biondo e benestante Friedrich Engels, compagno di elucubrazioni intellettuali e bevute, mentre Vicky Krieps, splendida protagonista femminile de Il filo nascosto, veste i panni della pasionaria Jenny Marx, compagna di vita e di sacrifici del futuro politologo.
Il giovane Karl Marx racconta il quinquennio che va dal 1843 al 1848, anno di pubblicazione del Manifesto del Partito Comunista. Il film, non privo di un afflato didattico, si concentra sull'uomo prima che che sul filosofo, con le sue debolezze, i dubbi e i cedimenti. Focus della storia è il rapporto tra Marx ed Engels, quell'amicizia che celebra la comunione intellettuale tra i due pensatori dando vita alla razionalizzazione di un pensiero politico. Tutto questo nel film esiste solo in nuce e anche se vediamo i due filosofi e intellettuali discorrere appassionatamente di questioni legate al proletariato, al materialismo e al Capitale, la prima preoccupazione del grande Karl è come sbarcare il lunario e sfamare la famiglia con il suo lavoro intellettuale. Situazione ben diversa per Engels, figlio del proprietario di una fabbrica tessile di Manchester presa a modello per la formulazione della riflessione sui meccanismi che regolano il capitalismo.
Per fortuna il fascino e la concretezza delle figure femminili che affiancano Marx ed Engels risollevano l'interesse, ma il montaggio finale che ripercorre i moti rivoluzionari nei secoli fornisce uno scorcio su quello che avrebbe potuto essere e purtroppo non è. Il giovane Karl Max trasuda rispetto e ammirazione per la figura storica affrontata, ma paga l'indecisione del suo autore e non riesce a mettere in prospettiva le conseguenze del pensiero marxista. Troppo intellettuale per permettere al pubblico di gustarsi il suo andamento da feuilleton, troppo romanzato per concentrare l'attenzione sui temi politico-filosofici che sfiora, fatica a trovare la sua collocazione così come il suo protagonista fatica ad affermare quel pensiero che rivoluzionerà la società.
Il giovane Karl Marx racconta le vicende del giovane pensatore ed economista e gli episodi che insieme a Friedrich Engels li hanno portati a fondare il movimento dei lavoratorio e cambiare la storia. Il lavoro di Raoul Peck riesce incredibilmente a dare volti e carattere ai personaggi storici senza banalizzare la complessità del discorso politico e filosofico. 041b061a72
